Dai portici dei pescatori allo shopping di alta gamma
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La «Gran Via» del lusso
Cento anni fa, sul finire del mese di agosto, la cronaca cittadina dei quotidiani si occupava degli interventi di miglioramento estetico del centro di Lugano.
E, proprio in un articolo intitolato «Abbellimenti», sul Corriere del Ticino si poteva leggere: «Con lo sventramento dei caseggiati di via Gerolamo Vegezzi viene ad aprirsi un nuovo comodissimo passaggio da via Perseghini a via della Posta; ed il Palazzo delle Dogane comincia a godere alcuni dei privilegi offertigli dalla sua posizione centrale rimasta fino a ieri troppo isolata. Il risveglio edilizio che si rimarca in questi tempi lascia sperare che vengano presto sistemate anche le case prospicienti sulla nuova importantissima arteria stradale». È quindi sulla via Nassa che si soffermarono i quotidiani. Gazzetta ticinese, il 30 agosto 1924, definì il luogo la «Gran Via», poiché «dati i suoi innumerevoli negozi, l’incessante andirivieni di forestieri, parlanti le più svariate favelle, il transito dei veicoli di ogni specie, ci dà l’impressione di quella grande arteria madrilena che ha suggerito a Greco e Valverde di scrivere la gustosa operetta che, per lustri, ha tenuto la scena dei teatri di tutto il mondo».
Nella pagina del 26 agosto, Popolo e Libertà parlò di «Ottima iniziativa» scrivendo: «È nota quanto sia noiosa per i pedoni, l’interruzione creata, ai portici di via Nassa, dai vicoli attraversanti la via stessa e mettenti sul quai. Tanto che, per antonomasia, quelli vengono chiamati a Lugano i “portici della pioggia”. Ora, per iniziativa dei signori Clericetti e Vanini, l’inconveniente verrà presto a cessare, almeno in parte. I due proprietari di casa hanno infatti deciso di coprire il passaggio con una tettoia in vetro. Sarebbe buona cosa che i proprietari di case adiacenti agli altri vicoli facessero altrettanto».
Gazzetta ticinese scriveva poi: «mancherebbe poi la copertura del tratto, che è anche il più lungo, fra lo stabile Primavesi e quello Magatti, tratto che per volontà della signora Magatti difficilmente si farà, poiché questa signora sembra sia avversa a qualsiasi lavoro di riparazione del suo stabile. Forse però il Municipio potrebbe trovare una soluzione anche di questo problema ed allora con la accennata comunicazione dei portici, nei giorni di pioggia e di neve, e l’inverno è lungo, si potrebbe percorrere via Nassa senza aprire e chiudere, ad ogni istante, l’ombrello».
Era un momento di grande fervore nel commercio cittadino. Popolo e Libertà scrisse che «la casa Clericetti, in via Nassa, adiacente a quella dell’Hotel Lloyd, è stata, di questi giorni, completamente rimodernata su disegni dell’architetto Mario Tallone. Il locale a terreno, verso i portici di Nassa, venne abilmente trasformato in ampio negozio, arioso e pieno di luce, nel quale sarà installata una succursale dei Grandi Magazzini “All’Innovazione” per articoli di lusso in mode e confezioni». Gazzetta ticinese segnalò invece l’apertura di altri negozi in centro con queste parole: «In via Pessina verrà installato un negozio di polleria dei fratelli Carpani. Nel locale destinato a negozio si stanno rivestendo le pareti di candide maioliche, garanzia questa della massima pulizia, che l’igiene dovrebbe esigere in tutti i negozi dove si vendono derrate alimentari. In piazza Cioccaro, nella proprietà Primavesi, si sono aperti due nuovi negozi, uno di orologeria e ottica e l’altro di ortopedica. Aumentano così, quotidianamente, i magazzeni, il che vuol dire che Lugano va giornalmente prosperando». Non mancò, poi, un richiamo al Municipio poiché «agli sforzi ed ai sacrifici sopportati dal commercio cittadino, dovrebbe cooperare il Comune, procedendo ai lavori di abbellimento, di conservazione e di riattazione stradale della nostra città, già conosciuta come la perla della Svizzera».
Fonte: La Rivista di Lugano (sito vianassalugano.ch)
Bibliografia, Fonti e Ringraziamenti:
- Associazione Via Nassa Lugano - vianassalugano.ch
- Mazzantini & Associati SA Lugano, sig. Roberto Mazzantini